WITHANIA SOMNIFERA (ASHWAGANDA)

La Withania somnifera (solanaceae) è denominata anche ashwaganda, winter cherry, ginseng indiano. Del genere withania sono state distinte ben 23 specie diverse, di cui però solo la withania somnifera è considerata possedere proprietà medicamentose.

La Withania somnifera è una pianta erbacea, legnosa alla base, che raggiunge un’altezza media di 60-120 cm. La superficie della pianta è ricoperta da peli stellati che gli conferiscono un aspetto grigio- tomentoso. Le foglie sono opposte, oblunghe, cuneiformi di lunghezza media pari a 7 cm ed a margine intero. I fiori sono di colore verde-giallo ed i frutti sono delle bacche verdi quando acerbe e arancio-rosse quando mature.

La pianta è molto diffusa in India ma cresce spontaneamente anche in altre varie parti del globo ed in particolare in Sud Africa, Asia orientale ed area mediterranea tra cui in Italia, specialmente in Sicilia e Sardegna.

Generalmente la droga è costituita dalle radici, anche se talvolta sono state utilizzate le foglie.

Dalla droga sono stati isolati una serie di lattoni steroidei detti withanolidi (J, S, E, G, D, F, H, I, K, L, M, A) e withaferina A (solo nelle foglie). La droga contiene inoltre alcuni alcaloidi tra cui withanina, withaninina nicotina e tracce di scopoletina.(1)

La droga è conosciuta ed utilizzata sin dall’antichità in medicina indiana primariamente come tonico ed adattogeno da cui il nome di ginseng indiano. Gli studi farmacologici hanno prodotto risultati contraddittori e variabili in merito alle attività sedative, diuretiche ed antinfiammatorie di estratti della pianta(2)(3). Studi più recenti sembrano invece confermare in numerosi tests l’attività antistress della droga e quindi il suo utilizzo come energetico(4). La Withania agisce su molteplici distretti dell´organismo ed in particolare è molto attiva sul sistema nervoso, sull´apparato muscolare, respiratorio e riproduttivo. Se ne tramandano poi le proprietà di afrodisiaco e di stimolante delle prestazioni sessuali e della funzionalità dell´intero apparato riproduttivo, indicandola in particolare in caso di alterazioni della spermatogenesi. Il fitocomplesso della radice, caratterizzato prevalentemente da alcaloidi e saponine, ha infine dimostrato interessanti proprietà ipnotiche e sedative, soprattutto in presenza di stati ansiosi.

La Withania era del resto già indicata come un ´tonico del sistema nervoso´, ´ringiovanente´ e un ´calmante della mente´. L´estrema importanza data a questo rimedio dalla medicina tradizionale indiana ha quindi stimolato l´approfondimento delle conoscenze sulla pianta, attraverso l´identificazione del fitocomplesso e studi di efficacia farmacologica e clinica. In particolare questi ultimi sono stati rivolti soprattutto alla verifica dell´attività sedativa-ansiolitica ed antinfiammatoria, confermando preliminarmente la sua attività di antistress e tonico-energetico

sull´organismo. Per quanto riguarda l´attività sedativa-ansiolitica,

l´efficacia nelle nevrosi ansiose sembra spiegata dalla riscontrata riduzione delle catecolamine, di acetilcolina e da un aumento di serotonina e istamina nell´organismo, ma ulteriori studi sono in corso per la definizione del meccanismo ansiolitico della pianta. Molto interessante è anche l´effetto nootropico della Withania; la medicina ayurvedica l´ha sempre indicata come agente favorente l´apprendimento e il recupero della memoria. Con nootropo si intende la capacità di promuovere dei meccanismi cerebrali associati con le capacità mentali. In particolare è stato ipotizzato che tre siano i meccanismi caratterizzanti un agente nootropo: oltre alla promozione della memoria e dell´apprendimento, i nootropi favorirebbero il flusso di informazioni tra i due emisferi cerebrali, aumenterebbero la resistenza del cervello agli insulti chimici e fisici e sarebbero privi di proprietà sedative, analgesiche o neurolettiche. I dati a disposizione dicono che i nootropi sono utili per migliorare la memoria,

l´umore e il comportamento nei casi di demenza senile moderata. Rimane tuttavia ancora non noto quali siano i siti di azione dei nootropi, ovvero quali neuroni o recettori siano bersaglio. Ciò premesso, gli studi preliminari sulla Withania confermerebbero la sua capacità di contrastare deficit cognitivi associati all´età, malattie croniche e disturbi del comportamento.

La withaferina A è il principio attivo a cui sono state attribuite gran parte delle attività delle foglie. Questa sostanza infatti ha mostrato delle rilevanti attività antibatteriche, soprattutto rivolte verso batteri Gram positivi, ma possiede però una certa tossicità per la sua importante attività immunosoppressiva e quindi citotossica(5). L’utilizzo delle foglie è per questo motivo sconsigliato.

Si può comunque consigliare un dosaggio di 1-2 g di droga al dì o quantità equivalenti di estratti o preparati. Come estratto secco la droga è utilizzata in preparati tonici ed energetici soprattutto in forma liquida (fiale bevibili) ma anche in forma solida (capsule e compresse). Gli estratti in commercio non sono generalmente titolati. Tossicologia e controindicazioni La droga non ha particolari effetti tossici (6). La withaferina A come già accennato ha azione citotossica ma è contenuta solo nelle foglie della pianta di cui se ne sconsiglia l’uso.

Non si riscontrano effetti collaterali degni di nota.

Riferimenti bibliografici

(1) Duke JA, CRC Handbook of Med. Herbs 1987; 514-515 (CRC Pres Inc)

(2) Fontaine R and Erdoes A, Planta Medica 1976; 30: 242

(3) Budhiraja RD et al, Planta Medica 1977; 32:154

(4) Battacharya SK et al, Phytotherap Res 1987; 1: 32

(5) Bahr V and Hansel R, Planta Medica 1982; 44:32

(6) Dastur JF, Medicinal Plants of India e Pakistan; Dbaratorevala Sons & co Bombay

 

 

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