IL PEDIATRA

Il dr. Ferrario lavora come pediatra ospedaliero da oltre 20 anni presso l’Ospedale San Lorenzo di Carmagnola. Da oltre 5 anni dirige un ambulatorio ospedaliero di “Omeopatia Pediatrica” L’attività è stata presentata in più Convegni - seminari dedicati alle Medicine Non Covenzionali. Qui allega la relazione tenuta al Congresso di Omeopatia Pediatrica tenuto a Torino l’11 ottobre 2008. L’ argomento era “Infezioni Respiratorie Recidivanti:l’esperienza in un ambulatorio ospedaliero di medicina integrata”. Viene allegata la registrazione della relazione, in cui il dr. Ferrario presenta l’ambulatorio, con gli orari, le modalità di prenotazione l’importo dei Ticket oltre alla sua esperienza nei bambino con Infezioni respiratorie ricorrenti.

 

Ringrazio per l’invito ricevuto dagli organizzatori che mi permette di presentare la mia esperienza di Pediatra spedaliero che si occupa di medicina omeopatica.

Un po’ di storia: come nasce questo ambulatorio nel settembre del 2003. Io lavoro in un piccolo ospedale, siamo pochi medici e tutti i medici fanno la normale attività di routine quindi il reparto, l’ambulatorio pediatrico generale, il nido, i fisiologici patologici, la reperibilità e le consulenze di pronto soccorso. Ognuno di noi fa però anche un ambulatorio, quello a lui più congeniale in un giorno in cui fa il turno pomeridiano. D’accordo con il primario di allora, il Dottor Pierluigi Roberi, decidemmo di avviare un ambulatorio omeopatico. In un ambiente ospedaliero. Era una novità per il Piemonte e forse italiana. Insieme cercammo di individuare le indicazioni e i limiti. Quali erano le indicazioni? Sicuramente era la grande richiesta di terapie più dolci, meno invasive, con minori effetti collaterali.

I limiti erano che le terapie dovevano avvenire in un ambiente ufficiale. Il paziente doveva comunque ricevere sempre una visita medica pediatrica classica eventualmente integrata con strumenti di laboratorio o esami strumentali qualora fosse stato necessario. La terapia omeopatica doveva essere data in un contesto di sicurezza ed eventualmente integrata con una terapia medica ufficiale. Decidemmo di informare la direzione sanitaria ma non chiedemmo l’autorizzazione per paura che dicessero di no. Mandammo solo l’indicazione che nel mese successivo avremmo aperto un ambulatorio pediatrico. Pensavamo: “chissà cosa ci diranno!”, invece la risposta arrivò e fu positiva.

Nel giro di due giorni fu fatta una conferenza stampa in cui si diceva che veniva aperto un ambulatorio e questa notizia finì anche su alcuni quotidiani nazionali come “La Stampa” e “La Repubblica” e fu ripresa da alcuni settimanali locali e reti locali

Il 5 novembre 2003 abbiamo aperto l’ambulatorio.

L’attività si svolge così: il lunedì, turno in cui io sono in pomeriggio in ospedale.

Vengono fatte due prime visite, di 45 minuti circa,e due o tre visite di controllo, di 30 minuti. Questi tempi sono molto elastici. Il fatto di lavorare in ospedale mi permette, in caso di situazioni gravi o particolari, di far durare la prima visita un’ora e mezza; alla persona che aspetta fuori dirò “signora, siamo in un ambiente ospedaliero, deve aver pazienza”.

Modalità di prenotazione:  tramite telefonata in pediatria.

Non necessaria ma gradita la richiesta del pediatra di base.

Spesso sono casi “tosti”, complicati, difficili: c’è la dermatite atopica che ha già girato vari specialisti o l’asma bronchiale con poliallergie. Di fronte alla richiesta di un trattamento diverso il pediatra lo invia all’ambulatorio di omeopatia di  Carmagnola.

È una visita ospedaliera e valgono le regole del sistema sanitario nazionale; valgono tutti i ticket per il pagamento della prestazione ospedaliera quindi €18,15 prima visita, € 11,65 per i controlli. Valgono le stesse esenzioni per reddito o patologia.

Tempi di attesa: prime visite hanno attesa di 30-40 giorni, i controlli sono a distanza di 30-60 giorni.

Generalmente d’estate l’ambulatorio viene sospeso, in quanto siamo pochi medici e dobbiamo andare anche in vacanza, ma i casi clinici importanti sono comunque sempre presi in carico: il mercoledì o giovedì mattina  si trova comunque il tempo per vedere il bambino che con l’omeopatia ha qualche chance in più.  Sono fatte perlopiù consulenze telefoniche.

 

Vi presento ora i dati 2006-2008 con 143 nuovi bambini visitati e trattati.

I pazienti sono stati divisi per fasce di età. Quelli del primo anno sono pochi perché le patologie soprattutto dei primi 3 o 4 mesi di vita sono legati al reflusso e coliche. Alcuni arrivano, altri sono già trattati in ambulatorio di pediatria generale.

Le altre fasce di età, soprattutto quella dai  6 anni in su, sono più numerose.

Le principali patologie che osserviamo sono quelle classiche dell’ambulatorio pediatrico; tra queste notevole è il numero di bambini seguiti  per  disturbi neuropsichiatrici e per l’insonnia.

Per queste patologie la terapia omeopatica è più “sentita”, perché la medicina ufficiale non è sempre così in grado di curare, se non attraverso lunghe consulenze dal neuropsichiatra infantile e i farmaci a disposizione non sono molti e non privi di effetti collaterali.

Veniamo all’argomento delle infezioni respiratorie recidivanti.

Le patologie ORL infettive  associate all’ asma e  alla tosse cronica ricoprono il 50% del totale dei pazienti seguiti.

Principalmente presentavano questi quadri caratteristici: otiti, tonsilliti, ipertrofia adenoidea, infezioni respiratorie delle vie aeree superiori, raffreddori.

Nella  fascia  di età sotto i 3 anni erano più presenti l’ipertrofia adenoidea e le otiti. Nei bambini della  scuola materna ed elementare le tonsilliti.

Vediamo le scelte terapeutiche e i dati che riguardano i 143 pazienti.

Non è stata usata solo l’omeopatia; ma anche la fitoterapia, l’oligoterapia, l’isoterapia (soprattutto negli allergici), i fiori di Bach (soprattutto nelle problematiche psicologiche), la micoterapia (in tre casi di tonsillite recidivante).

Per la scelta del rimedio di fondo diciamo che la preferenza è stata data al rimedio unico, il Simillimum. Quando possibile do il rimedio unico, in quanto, coprendo i sintomi locali, generali e diatesici familiari, ha la capacità di innescare un netto miglioramento del quadro clinico con possibile  guarigione o almeno  remissione lunga del sintomi del bambino.

Talvolta si è preferito un approccio  più clinico. l’omeopatia clinica che sta a cuore alla SIOMI.

E allora  si è prescritto accanto a farmaci allopatici, “ufficiali” quando necessari, rimedi  omeopatici indicati nella fase acuta  ed anche rimedi di “drenaggio“ (sono state utilizzate particolarmente le bioterapie) e ,in fase successiva,  i rimedi di fondo costituzionali e diatesici. Questo metodo veniva seguito quando la ricerca del simile poteva essere infruttuosa.

 

Quando è difficile prescrivere il rimedio unico? Quando il bambino ha talmente tanti acciacchi ed è in trattamento con molti tanti altri farmaci “allopatici” o anche naturali, che rendono difficile facile trovare il rimedio unico.

Alle domande dell’omeopata, volte a ricercare il particolare modo di ammalarsi del bambino,  la madre continua a dire semplicemente che il figlio ha sempre la tonsillite, l’ otite  ed ha sempre la febbre.

Alle domande di come i sintomi del bimbo migliorino,  la risposta è sovente : “Solo con paracetamolo”.

In questi casi prescriviamo un’omeopatia clinica, che risulta comunque molto efficace e migliora in modo rapido la sintomatologia e lo stato di salute del bimbo.

Il rimedio di base del bambino veniva in questi casi procrastinato alla seconda o terza visita quando il controllo dei sintomi acuti migliorava nettamente il quadro rendendo possibile la valutazione della storia clinica del bambino, la tipologia sensibile, i sintomi mentali e generali del bambino.

Per i rimedi costituzionali,  naturalmente grande importanza è stata data ai rimedi della serie carbonica.

Tra i rimedi di diatesi particolarmente utilizzate sono state  le tubercoline: TK, Aviaire (nelle bronchiti e otiti soprattutto ) questo per l’importanza della diatesi turbercolinica nella patologia delle vie aeree sia alte che soprattutto basse.

 

Le bioterapie sono state date non in maniera sistematica.

La fitogemmoterapia è stata utilizzata  in 8 casi su 53 casi con patologia infettiva delle vie respiratorie. Il ribes nigrum per  esempio nelle tossi croniche. A volte rappresentava il farmaco naturale, ma non omeopatico che il bambino  già assumeva ,magari da settimane. Altro fitoterapico utilizzato sovente è stato l’Echinacea.

L’oligoterapia è stata usata in 20% dei casi sui 53.

Tra gli oligoelementi MnCu è stato utilizzato per le recidive continue delle infezioni.

Invece Cu-Au-Ag è stato utilizzato in quanto è un’associazione preziosa che migliora rapidamente lo stato di salute del bambino ed è un rimedio di convalescenza, antiastenico.

Pochi giorni fa ho visto in studio un figlio di un collega endocrinologo. Rivedendo la terapia eseguita nella scorsa  primavera, la mamma ha detto che secondo il marito medico l’associazione  Cu-Au-Ag era il rimedio naturale che aveva  aiutato di più il figlio.

L’oligoterapia è un’arma dolce e preziosa, puntuale nei risultati e di facile applicazione.

 

Quando, in fase acuta, sono stati utilizzati rimedi omeopatici  ad azione sintomatica ,a volte sono stai prescritti rimedi unitari, altre volte dei  composti omeopatici  per la loro azione di “drenaggio”.

A volte il composto veniva fatto su misura sui sintomi  acuti dei pazienti, soprattutto nei pazienti asmatici. Durante la crisi  asmatica il pediatra omeopata non è presente e la scelta del rimedio unico acuto è quasi impossibile  e quindi si preferisce consiglia un composto contenente i  4 o 5 rimedi  sintomatici ad azione più “fedele”: conterrà l’arsenicum album se l’asma  capita nel cuore della notte e il bambino sta male ed è agitatissimo;

conterrà antimonium crudum o  blatta orientalis utilissimi in tutti i pazienti asmatici con  allergia agli acari.

Rimedi sintomatici unitari sono stati prescritti in almeno in 30 pazienti.

Vi  ho  elencato i rimedi omeopatici unitari usati in tutti i 143 pazienti: graphites per la pelle;per le otiti arsenicum album, silicea, pyrogenium, chamomilla; arsenicum album è un policresto che in fase acuta dà delle soddisfazioni incredibili; se noi ci limitiamo ad utilizzarlo solo come rimedio di fondo perdiamo tutta la versatilità di questo rimedio. E così belladonna, phytolacca, apis mellifica e mercurius solubilis soprattutto l’ultimo per le tonsilliti; pulsatilla, kalium bichromicum per il catarro tubarico o kalium bichromicum come grande rimedio puntuale nelle adenoiditi e riniti acute.

 

Il rimedio costituzionale  è stato prescritto in 141 casi.

In due casi non è stato prescritto. Nel primo si trattava di una bambina di 8 mesi divorata dai moscerini. La richiesta della famiglia era di un prodotto naturale, di un “qual cosina”che calmasse il prurito; le sono stati dati due piccoli rimedi acuti .Nel secondo caso si trattava di un bambino con epilessia all’esordio che aveva appena iniziato una terapia allopatica. La famiglia non era particolarmente motivata e non ho voluto intromettermi in una prescrizione fatta da un neuropsichiatra infantile.

I  principali rimedi di fondo prescritti sono grandi policresti:

Calcarea carbonica  (grande rimedio di costituzione ma è in generale un prezioso policresto), calcarea fosforica, psorinum, sulfur ( soprattutto nei pazienti con problemi dermatologici), pulsatilla, phosphorus (usato tantissimo nella patologia respiratoria), carcinosinum (rimedio relativamente nuovo, ma sempre più indicato).

93 bambini sono tornati a 1, 2 e 3 visite di controllo. Li vediamo soprattutto ai cambi di stagione . Le famiglie temono che i loro figli possano ripresentare gli stessi sintomi.

53 bambini non sono tornati. La percentuale di non ritorno si è ridotta nell’ultimo anno.

Su  55 dell’ultimo anno solo 10 sono sfuggiti alla nostra osservazione

In un caso che mi interessava particolarmente ho telefonato e la madre mi ha detto che non era tornata perché tutto sommato il figlio era stato bene.

Sovente non dobbiamo vedere dietro questa percentuale alta del 30% per forza un fallimento della terapia non convenzionale. Un caso è stato operato. Era stato vistato in ambulatorio per laringotracheiti recidivanti e aveva ricevuto una terapia omeopatica. Dopo 30 giorni è stato tonsillectomizzato. La compliance familiare è sicuramente un fattore importante nella scelta terapeutica dei nostri piccoli pazienti.

Volevo infine presentare due casi clinici rapidissimi sul metodo unicista e sul metodo pluralista.

1)        Jacopo viene perché ha otiti recidivanti.  Dal colloquio emerge che oltre al problema delle otiti  è presente  un lieve ritardo mentale. Jacopo è seguito dal neuropsichiatra per una forma di autismo lieve. Ha molti sintomi a carico della vie aeree superiori: la respirazione nasale obbligata, le membrane timpaniche arrossate. Come sintomo generale la freddolosità e la facilità ad ammalarsi con il freddo.  Colpisce la particolare timidezza del bambino che non solleva quasi lo sguardo e si nasconde dietro la madre.

L’insieme di tutti i sintomi (locali, generali e mentali) mi fa prescrivere “solo” Baryta carbonica.

Verrà ripetuto dopo 45 giorni, durante i quali  Jacopo non ha avuto otiti. La madre era già contenta.

Nelle visite successive  viene confermato il rimedio, aumentandone la diluizione .

Durante buna visita di controllo si rileva iperemia del timpano senza avere dolore.

Nell’ultimo controllo una settimana fa il bambino sta bene, ha iniziato bene l’asilo, ha un insegnante di appoggio, segue un corso di musicoterapia,  perché ha tanta “voglia di fare”.

 

1)        Marta è una bambina con tonsilliti recidivanti anche in estate; l’importanza dei sintomi e anche la paura della famiglia circa un’eventuale operazione chirurgica  mi consiglia di eseguire una terapia di tipo pluralista.

Marta  riceve subito: echinacea, Cu Au Ag  e  Mercurius Solubilis, da ripetere ai primi sintomi.  Le viene prescritta anche una diluizione omeopatica di penicillium notatum come micoterapico. Come rimedio di fondo viene dato un rimedio costituzionale: calcarea carbonica per i  sintomi mentali e l’aspetto morfologico.

Per un anno sta bene e non ha tonsilliti. La famiglia non la deve operare ma dopo Natale ricade rapidamente con due tonsilliti che necessitano di antibiotico. Si pensa di operarla. Prima però facciamo un nuovo colloquio omeopatico. Si sceglie il rimedio di fondo Carcinosinum (per la sua precisione, l’accuratezza, la sensibilità alle sofferenze altrui, l’ansia di anticipazione: è una bambina che tutte le volte che deve fare la recita a scuola si ammala, per il desiderio di  cioccolato, per la familiarità per diabete e tumori).

Sono passati 8-9 mesi e a settembre 2008 Marta sta bene non ha avuto più tonsilliti.

L’ultima prescrizione è stata: Carcinosinum XMCH dose.

 

Vi ringrazio per l’attenzione.

Dott. ENRICO FERRARIO, Pediatra

Dott. ENRICO FERRARIO

Pediatra Ospedaliero

Ospedale di Carmagnola (TO)

Per ulteriori informazioni scrivi al PEDIATRA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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